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A cura di Alessandro Mauro
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Nel 2006, l’Operatore storico australiano Telstra, a seguito di numerose lamentele in merito a presunte discriminazioni operate nei confronti degli OLO, adottò una separazione tra i servizi all’ingrosso, quelli retail e quelli di rete, creando apposite divisioni separate. Inoltre, l’Operatore si impegno a garantire la fornitura dei servizi wholesale nel rispetto dei principi di parità interna-esterna.
Nel 2010 il governo approvò il progetto di realizzazione della nuova rete in fibra ottica FTTH di proprietà pubblica, destinata a coprire l’intero territorio nazionale, ad opera della società NBN Co., creata appositamente e partecipata dal ministero delle Comunicazioni e da quello delle Finanze.
Dopo quasi tre anni di lunghe e complesse trattative tra Telstra, la Australian Competition and Consumer Commission (ACCC) ed il governo, nel febbraio del 2012 fu raggiunto l’accordo per la realizzazione della rete NGN, la separazione strutturale della rete d’accesso e la progressiva migrazione della base clienti dell’incumbent dalla rete in rame alla rete di nuova generazione via via che la stessa sarà realizzata e resa funzionante.
I dettagli dell’operazione sono contenuti in un documento di impegni proposto dall’incumbent (Telstra Structural Separation Undertaking and Migration Plan). Per il periodo compreso tra il 2012 ed il 2018, infatti, anno in cui è previsto il termine della migrazione della base clienti dell’incumbent verso la rete NGN, Telstra si è impegnata a garantire la parità di trattamento attraverso una forma di separazione operativa transitoria. È stato creato un apposito organo, l’Independent Telecommunications Adjudicator (ITA), il cui compito principale è quello di garantire una rapida risoluzione delle controversie che sorgono tra gli operatori. Dal 2018 Telstra opererà solo a livello Retail.
Telstra chiuderà la rete in rame mano a mano che NBN Co. poserà la nuova rete, e riceverà un contributo statale pari a circa 11 miliardi di dollari australiani come riconoscimento per l’apertura della propria rete d’accesso, l’utilizzo delle condutture, dei canali e delle centraline, e la progressiva disconnessione delle proprie linee attive su rame e cavo – indipendentemente se poi i clienti decideranno di migrare sulla nuova rete.
In effetti, è interessante notare come l’accordo non preveda la cessione proprietaria degli asset infrastrutturali di Telstra, ma unicamente il loro affitto a NBN Co. per 20 anni, ai fini del roll-out da parte di quest’ultima della rete NGN. Decorso tale ventennio, però l’Operatore sarà libero di installare nuove reti, ovvero di riattivare le proprie reti in rame e in cavo. 
L’Operatore storico potrà poi offrire al mercato i propri servizi, affittando capacità della nuova rete alle stesse condizioni dei concorrenti. NBN Co., infatti, oltre a realizzare la rete venderà i servizi all’ingrosso che passano sulla stessa.
NBN Co. si è assunta particolari impegni (Special Access Undertakings), al fine di regolamentare i diversi aspetti tecnici legati alla realizzazione e progressiva messa in opera della nuova rete ed alla offerta di servizi agli Operatori. Nel 2013 il regolatore, l’ACCC, ha chiesto una parziale revisione di tali impegni.
Anche la normativa in tema di servizio universale è stata modificata, con il venir meno degli storici obblighi di Servizio Universale in capo a Telstra e la creazione di una apposita agenzia incaricata di regolare questo aspetto, la Telecommunications Universal Service Management Agency (TUSMA).

Nel 2013, l’intero progetto ha manifestato difficoltà di esecuzione. Il roll out della rete non ha rispettato i tempi previsti, il piano è stato definito troppo ambizioso, e si è fatta strada l’idea che fosse opportuno mutare programma, passando dalla realizzazione di una rete FTTH, come previsto inizialmente, a quella di una rete FTTC, meno veloce ma di più rapida ed economica realizzazione.
Nel mese di maggio 2014, il governo ha espressamente  detto che la precedente amministrazione laburista non ha mantenuto le promesse fatte sul Progetto NBN, i fondi pubblici a finanziamento del progetto diminuiranno, e che si renderà pertanto necessario rivedere le strategie tecnologiche.

Come conseguenza, il peso relativo dell’FTTH si è ridotto, a vantaggio del FTTN e di un diverso mix di tecnologie, con conseguenti minori costi e maggiore rapidità di roll out. Anche i contratti  stipulati con gli Operatori per l’uso delle loro infrastrutture sono stati rivisti: nel nuovo scenario, infatti, la rete secondaria in rame  esistente di Telstra diventerà un elemento essenziale della rete FTTN.

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